Ed anche questa settimana multitasking
è finita. Il ritorno alla normalità è comunque rassicurante, ma
devo dire mi mancheranno le riunioni, le discussioni, che cosa
pubblichiamo? Che cosa pubblico? La fretta di scattar foto ( e
puntualmente sbagliare, quante cose devo ancora imparare!), di
correre da un posto all'altro e la voglia di estraniarsi da tutto in
quei dieci minuti a luci basse di sfilata. Tante cose nel corso del
tempo sono cambiate e cambieranno. Sfilate in piazza duomo, redazioni
a porte aperte, defilé democratici aperti al pubblico, seppur tutto
rimane fermo. La magrezza infinita delle modelle, la presunzione e la
superbia di alcuni, l'esclusione di altri. E' un po' come quando si è
fermi in treno in stazione e il treno accanto parte e ci sembra che
siamo noi a muoverci. Ecco, io vorrei che anche il mio, il nostro
treno, partisse e non solo l'altro al binario a fianco. Tanto è
stato fatto, ma non arrendiamoci adesso. Perché il web ha ancora
inviti in piedi o proprio nessun invito. Perché si sta difendendo a
spada tratta la carta stampata. Perché non capisco come ogni
elemento di questo mondo debba sentirsi sembra minacciato e scatti
subito la guerra. Sarà anche la nostra natura, maledetta evoluzione,
ma credo che Darwin sarebbe d'accordo con me, che ci sono in gioco
nuovi criteri di sopravvivenza e si uniscono in convivenza e scambio.



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