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mercoledì 25 gennaio 2012

TRENDS | Lo stile delle star del cinema muto

Dopo il grande successo del film contemporaneo, ora nelle sale, "The Artist", completamente privo di dialoghi sonori, si è tornato a parlare degli esordi del cinema e se non fosse meglio la dolce musichetta d'accompagnamento del pianista in sala del dolby surround aggressivo dei giorni nostri, specialmente se guardiamo la serie "Die Hard" per intero. Sparatorie, scazzottamenti, bombe e rumori di ogni genere, ci obnubilano l'esperienza cinematografica? Forse. E' quindi bello alle volte, tornare per qualche momento, all'era del cinema muto. Dove il fasto e l'eleganza delle star erano per la prima volta accessibili al pubblico tramite i rotocalchi economici e la radio, così che gli attori ed i potenti diventano "divi" ed erano idolatrati da tantissimi fan. 

Gli anni '20 e l'era del jazz sono stati un tema ricorrente nelle passerelle della prossima primavera (click!), per cui, perché non prendere ispirazione dalle dive del cinema muto, icone proprio di questa era? Ecco due esempi, la femme fatale e l'ingenua.

Che vita quella di Louise Brooks! Inizia la sua carriera come ballerina, al fianco di Martha Graham (icona della danza contemporanea) e viene notata sul palco di un teatro di Broadway da Charlie Chaplin, con cui avrà una breve relazione. Entra nella scuderia della Paramount Pictures e debutta con un ruolo importante interpretando una barbona nomade. Lascia ben presto il cinema commerciale americano per dedicarsi all'espressionismo tedesco. Nei film girati da G. W. Pabst, "Pandora's box" e "Diary of a lost girl" interpreta ruoli all'avanguardia e controversi. Rifiutando di apparire in "Public Enemy", decreta la fine della sua carriera da attrice, dovuta anche a screzi con vari produttori. Fa la commessa, si arrangia con qualche lavoretto, fino a che non finisce per diventare prostituta d'alto bordo. Il suo caschetto di capelli neri corvini è stata la sua caratteristica più famosa. Tagliato perfettamente, incorniciava il suo sguardo penetrante e dava un'aria di mistero ad un viso tutto sommato, da ragazza della porta accanto. Portava spesso pelliccie, lunghi fili di perle e cappellini a cloche che esaltavano il taglio a boule. 


Comincia sin da bambina a calcare le scene perché la famiglia ha un teatrino itinerante, ma è a Broadway che viene scoperta dai produttori cinematografici. Da lì, la sua carriera sembra inarrestabile. Mary Pickford apparve nel 1909 in 51 film, circa uno a settimana. Ben presto capisce che se vuole mantenere la propria indipendenza dalle gerenze dei produttori è necessario che fondi la sua casa di produzione. Insieme a D.W. Griffith, Charlie Chaplin e Douglas Fairbanks crea quindi la United Artists. Non sonolo, è stata uno dei 36 membri fondatori dell'Academy of Motion Picture Arts and Science, ovvero l'istituzione che assegna gli Oscar. E' considerata la prima fidanzatina d'america, per i ruoli che le venivano spesso assegnati. L'avvento del sonoro fu una rovina per lei, che così si espresse a riguardo “aggiungere il sonoro al cinema è come mettere il rossetto alla Venere di Milo”.  I suoi capelli vaporosi ed acconciati in lunghi boccoli erano espressione di virtù e le conferivano quell'aria angelica che ammaliava tanto gli spettatori. Lontana anni luce dallo stile di Louise Brooks, Mary Pickford si proponeva come la dolce ragazza americana, vestita in lunghi abiti di pizzo e volant. 




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giovedì 14 luglio 2011

HOLIDAY STYLE | Città d'arte

Ecco finalmente il secondo post della serie "Holiday Style"! Consigli di stile per le vostre vacanze, se vi siete persi il primo, ricco di idee per i vostri viaggi in aereo, leggetelo qui.

Oggi qualche idea per chi ha deciso di passare le proprie vacanze in una città d'arte, ad esempio Londra, Parigi, Barcellona o New York.

Camminare per ore sotto il sole e con il caldo, visitare chiese e luoghi di culto, potersi cambiare velocemente per una serata al ristorante o in un locale: questi sono tutti gli aspetti da prendere in considerazione.

Colori neutri e capi ampi e leggeri, che non si appiccichino addosso con il caldo e che non accentuino l'azione del sole (ad es. il nero).  Meglio scegliere i pantaloni, per essere libere di muoversi, così da saltare da un bus all'altro o fare un pic-nic veloce al parco. Ma non si disdegnano nemmeno i vestitini, specialmente se avete in programma un pomeriggio di shopping!


Le t-shirt saranno le vostre migliori alleate, non si stropicciano in valigia, possono essere lavate velocemente se ce n'è bisogno e sono morbide ma sopratutto comode. 
Scegliendo la t-shirt giusta, abbinata ad una mini, 
si è persino pronte per una serata elegante, come nel look in foto. 
Anche se un tubino nero passpartout è obbligatorio portarlo!
Per abbellire le semplice t-shirt basta qualche pezzo di bigiotteria, appariscente e colorato. Sarete così elegantissime anche con il più piatto degli outfit.

Infine, qualche idea per mettere due capi che quotidianamente non avreste sempre l'occasione di indossare. Il vestito lungo, che con giubbino e sandali è perfetto per visitare città dal clima più fresco, oppure la jumpsuit, praticissima, prende anche poco spazio in valigia.


Alcune piccole accortezze. 
Se avete in programma la visita di alcuni luoghi di culto, ricordate che in molti casi è vietato entrare eccessivamente scoperti (ad es. canottiera e shorts cortissimi). 
Tenete di conto del vostro itinerario e scegliete un look appropriato.
Non dimenticate il cappello! Vi protegge dal sole e dal caldo e nasconde i vostri capelli se hanno una giornata NO per via dell'afa. 
Inoltre portate con voi una sciarpa/scialle per proteggervi dall'aria condizionata se visitate dei musei.
Le scarpe devono essere comodissime: sandali per il giorno e ballerine per la sera. 
Muoversi in una città straniera, senza la comodità dell'automobile ad esempio, richiede sempre di essere pronti e scattanti. 



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